La Giudecca Fermana

la comunità ebraica

nel fermano del xiv° secolo

La Comunità Ebraica

nel Fermano del XIV° Secolo

Our History

La comunità ebraica nel XIV secolo a Fermo era un elemento integrato e vitale del tessuto sociale ed economico della città. Gli ebrei vivevano principalmente nella Giudecca Fermana, un quartiere situato tra le contrade di San Bartolomeo e Campolege. Qui, la comunità non solo praticava la propria religione, ma contribuiva in modo significativo all’economia locale attraverso il commercio, l’artigianato e, soprattutto, l’attività di prestito di denaro.

Il prestito di denaro era una funzione essenziale svolta dagli ebrei nel medioevo, poiché ai cristiani era vietato dalla Chiesa praticare l’usura. Gli ebrei, pertanto, divennero i principali prestatori di denaro a Fermo, gestendo banchi di prestito dove fornivano liquidità a chi ne aveva bisogno, in cambio di pegni. Questi prestiti erano regolati da “condotte”, accordi che garantivano agli ebrei diritti specifici e protezione, in cambio dei loro servizi economici. Sebbene vitali per l’economia locale, tali attività finanziarie spesso creavano tensioni sociali, specialmente in periodi di crisi economica.

Tra i membri più illustri di questa comunità vi era Immanuel Romano, un poeta ebreo di grande rilievo vissuto tra il XIII e il XIV secolo. Durante il suo esilio a Fermo, Immanuel trovò protezione presso un mecenate noto come “Sar” e qui compose la sua opera più famosa, il “Mahbaroth”, una raccolta di scritti che si ispira alla “Divina Commedia” di Dante. La presenza di Immanuel a Fermo non solo arricchì la cultura ebraica, ma contribuì anche allo sviluppo della letteratura italiana.

Un’altra figura eminente della comunità ebraica fermana fu Elia di Sabbato, noto anche come Elia Beer. Elia fu un medico di grande fama, che ottenne la protezione papale e servì come archiatra pontificio sotto Martino V ed Eugenio IV. Nel 1410, fu chiamato in Inghilterra per curare il re Enrico IV. Nonostante i suoi numerosi viaggi e incarichi prestigiosi, Elia rimase profondamente legato a Fermo, continuando a dichiararsi cittadino fermano. La città di Fermo ha commemorato la sua figura intitolandogli una strada, via Elia di Sabbato, che si estende come prolungamento di via Cocci.

In questo contesto storico emerge la figura di Rinaldo da Monteverde, un tiranno che dominò Fermo nel XIV secolo. Rinaldo esercitò il suo potere con metodi spietati, mantenendo il controllo sulla città attraverso la forza militare. La sua oppressione suscitò varie ribellioni, tra cui la celebre “Battaglia della Fornarina”. Questa battaglia, resa leggendaria dalla figura di una giovane fornaia che avvisò i cittadini del pericolo, permise alla popolazione di organizzare una resistenza contro le truppe di Rinaldo, diventando un simbolo della lotta del popolo contro la tirannia.

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